Regnerà a vita: il presidente russo Vladimir Putin ha approvato l’emendamento costituzionale proposto dal Parlamento nel marzo del 2020 che gli consentirà di restare al potere, se rieletto, per altri due mandati presidenziali, quindi in teoria fino al 2036. La Costituzione russa prevede in teoria un limite di due mandati, ma l’emendamento appena approvato prevede in sostanza che le recenti modifiche alla Costituzione azzerino l’attuale conteggio, di fatto consentendo a Putin, 68enne, altri due mandati da presidente. Il leader, che nel 2036 avrà 84 anni, è a capo della Russia ormai da 20 anni, ovvero da quando ha assunto la presidenza nel 2000.

Duma-Russia

L’entrata in vigore della legge era scontata, dato che era stata approvata da un referendum tenuto la scorsa estate e vinto con larga maggioranza.

L’ ex agente del Kgb potrà dunque ricandidarsi per la terza volta consecutiva alle prossime elezioni del 2024 e, se l’età glielo consentirà, anche nel 2030. Se dovesse restare al potere fino al 2036, diventerebbe il più longevo leader della Russia dai tempi dell’impero, superando anche i 29 anni di dominio di Iosif Stalin. Sia che Putin decida di rimanere in carica per i prossimi 15 anni, sia che voglia semplicemente lasciarsi aperta questa possibilità, si può essere certi che difficilmente ci saranno cambiamenti nella società, nella vita politica e nei rapporti internazionali della Russia.

VLADIMIR PUTIN Presidente della Federazione Russa

Tra le altre cose, la nuova legge stabilisce la supremazia della Costituzione russa sulle leggi internazionali, la possibilità da parte del presidente di rimuovere i giudici federali, la definizione del matrimonio come una relazione tra un uomo e una donna e la sacralità della sovranità nazionale. Con l’aggravarsi dei rapporti internazionali tra la Russia e i paesi occidentali, questi emendamenti contribuiscono a rafforzarne le tensioni, rappresentando un attacco indiretto al sistema democratico internazionale e ai diritti umani.

Secondo gli analisti non è scontato che Putin voglia davvero restare al Cremlino per così tanto tempo. Diciamo invece che allungare l’orizzonte politico gli serve per evitare di essere considerato alla fine del suo ultimo mandato come uno di quei leader che gli americani chiamano “a lame duck”, un’anatra zoppa, meno influente perché quasi fuori gioco. Il presidente in questo modo eviterebbe anche di infiammare la corsa alla sua successione.