Un centro che sia in grado di recuperare un proprio spazio fra destra e sinistra. Un centro capace finalmente di restituire dignità alle istituzioni, in primis al Parlamento, indotto, purtroppo, verso una grave marginalità. L’obiettivo sostanziale – nonchè ambizioso e auspicabile – resta quello di costruire uno spazio politico che riscopra un autentico valore della politica come area di confronto e di partecipazione. Questo è ciò che si propone il Nuovo Cdu guidato dall’onorevole Mario Tassone convinto che sia oggi quanto mai necessario portare avanti i valori del popolarismo cattolico come la centralità della persona, la libertà e la giustizia sociale.

Gli interventi non si contano come le numerose riunioni e i non pochi convegni che hanno tentato di stimolare le coscienze e i momenti di riflessione. Sorvoliamo poi sulle molte denominazioni che si sono accavallate nel corso degli appuntamenti elettorali che, seppur creando confusione e smarrimento tra i votanti, di fatto hanno certamente testimoniato più che mai l’esistenza di una voglia di centro tra coloro che non sentendosi rappresentati dagli estremismi vanno a rafforzare alle fine quel blocco in costante crescita dell’astensionismo. Attesa, quella della costituzione di un nuovo soggetto democratico-cristiano, destinata, comunque, almeno per il momento, a rimanere delusa. E questo nonostante oltretutto i tanti potenziali leader in campo – forse anche troppi se ne contano – che puntualmente però entrano in competizione tra loro alla prima occasione facendo miseramente naufragare ogni tentativo di aggregazione.

Eppure il sentimento che punterebbe a un modello politico moderato è profondo, fortemente sentito. E ciò rimane tale nonostante i numerosi tentativi ahimè arenati. Esigenza compresa e raccolta già da parecchio tempo da Mario Tassone, segretario nazionale e fondatore del nuovo Cdu, nonchè ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha organizzato – come in altre precedenti occasioni aveva disposto in varie parti del Paese – un incontro per la ricomposizione dell’area politica dei cattolici italiani in calendario per sabato 13 maggio alle 10 a Roma al teatro parrocchiale di San Lorenzo in Lucina 16/A.

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 Tra i numerosi ospiti e relatori anche una new entry come Claudio Vivona, leader del Fronte Nazionale della Famiglia, da sempre vicino ai valori democristiani che non ha tardato di aderire da subito all’iniziativa sicuro che le basi e i tempi per realizzare il progetto portato avanti con caparbietà e determinazione da Mario Tassone siano maturi.   

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Insomma, si comincia a fare i conti e a guardare con attenzione a quella parte numericamente sostanziosa di elettorato che non è schierata né a destra né a sinistra e che dunque non va alle urne. Elettori che generalmente  non hanno determinate radici che affondano a formazioni partitiche e solitamente guardano alla politica da una certa distanza ma non certo con distrazione. Stanchi di slogan e discorsi ormai triti e ritriti aspirano a una politica vigorosa, in grado di risolvere i problemi reali delle persone e di soddisfare bisogni.

Ora la forte tradizione democristiana che caratterizza parecchi esponenti del mondo politico sarà in grado di catturare l’interesse di coloro i quali già da anni  rimpiangono gli anni del famoso pentapartito e quindi  della prima repubblica? I presupposti per una buona riuscita di questa azione centrista trainata da Mario Tassone ci sono e quindi non rimane che mettersi al lavoro con umiltà e senso del dovere. Quel senso del dovere che trova insegnamenti nella tradizione democristiana.