I dem difendono Uggetti e chiedono l’intervento del Csm

La vicenda dell’arresto del sindaco di Lodi Simone Uggetti (renziano di ferro) per turbativa d’asta fa tremare Renzi e scuote l’intero Pd che ora cerca disperatamente di parare il colpo nel tentativo di attenuare il più possibile le ricadute derivanti dall’inchiesta che hanno portato in carcere il primo cittadino. Mentre quest’ultimo si autosospende dal partito il consigliere (in quota al Partito democratico) del Csm Giuseppe Fanfani ha portato il caso all’attenzione della prima commissione di Palazzo dei Marescialli chiedendo a tale organo di verificare la legittimità dei comportamenti tenuti dai magistrati e  dei provvedimenti adottati. Insomma, sembra proprio di capire che per Fanfani l’aver fatto scattare le manette ai polsi del sindaco sembra davvero un provvedimento cautelare eccessivo. Non solo. Sempre a detta di Fanfani si comprende quanto tali vicende non facciano altro che creare un clima ostile che contribuisce ad alzare il livello di scontro tra poteri dello Stato.

Ma ormai la tempesta è iniziata e con essa si sono innescate una serie di inevitabili polemiche che hanno coinvolto l’intero Consiglio Superiore.

Al suo interno c’è chi boccia senza appello l’azione intrapresa da Fanfani il quale non si renderebbe conto che un eventuale intervento dei togati sarebbe da interpretare come una interferenza indebita sul lavoro finora svolto dai magistrati che stanno indagando a Lodi. Così non rimane che attendere che tipo di piega prenderà la faccenda.

Intanto Renzi cerca di mantenere le distanze sulla delicata questi e dà piena fiducia ai magistrati respingendo qualsiasi ipotesi di assedio o complotto della magistratura come ha ventilato qualche voce interna allo stesso Pd.