Basta egoismi. Dignità ai migranti, lavoro ai giovani

C’erano tutti i massimi vertici dell’Unione Europea ieri in Vaticano in occasione della consegna a Papa Francesco del Premio Carlo Magno. Davanti al cancelliere  tedesco Angela Merkel affiancata dal presidente del consiglio Matteo Renzi, ai tre presidenti dell’unione europea Schulz, Juncker e Tusk, nonché al governatore della Bce Mario Draghi e al re di Spagna Felipe IV, tutti accompagnati dalla rappresentante della politica estera europea Federica Mogherini, il Pontefice è stato chiaro come usa fare non lasciando spazio a fraintendimenti: “Sogno un’Europa in cui essere migrante non sia un delitto bensì un invito a un maggiore impegno con la dignità di tutto l’essere umano”. Nel corso del suo intervento il Papa non ha fatto sconti a nessuno e severe sono suonate le sue parole quando ha evidenziato il decadimento  di  quei  valori che hanno portato alla costituzione dell’unione. Seppur tuttavia le fondamenta volute dai padri fondatori non siano per nulla superati dalla storia. Anzi “oggi sono fonte di  stimolo per costruire ponti e non barriere”, ha detto Francesco.

Sulla questione emergenza profughi, di fatto al centro del suo discorso, Bergoglio  ha ribadito che non si deve in alcun modo cedere agli egoismi innalzando assurdi steccati nel tentativo di proteggere il proprio tornaconto.

Ha sottolineato inoltre l’urgenza di tornare a una solidarietà vera, ossia non una solidarietà ambigua confusa con mera elemosina. Severo invece lo è stato nei confronti del potere finanziario: basta con questa economia fatta di liquidità che finisce con il favorire la corruzione purtroppo dilagante. Francesco ha detto che si deve guardare verso una economia sociale che garantisce l’accesso alla terra attraverso il lavoro. E proprio sul fronte occupazione giovanile il Pontefice ha ricordato che se vogliamo pensare a un mondo diverso dobbiamo offrire alle nuove generazioni opportunità valide e valori. Dunque servono posti di lavoro dignitosi e correttamente remunerati.

In linea con l’analisi di Papa Francesco i presidenti Schulz e Juncker. Dal canto loro hanno convenuto che l’Europa sta in effetti

passando una crisi di identità, di valori  che rischiano di minare le fondamenta su cui è nata l’idea nobile di unione. E certamente la soluzione non è rifugiarsi nei facili populismi. Ci aspetta una sfida epocale e in gioco c’è l’Europa.